La protesi mobile

La protesi mobile (dentiera) è una delle più classiche riabilitazione protesiche. Se ne trovano tracce anche nelle tombe degli antichi egizi ed è stato il manufatto protesico statisticamente più diffuso sia per il suo prezzo relativamente basso sia perchè le riabilitazioni fisse attraverso l’inserimento di impianto hanno una storia relativamente recente.

Scopo della protesi mobile è di favorire una sufficiente attività masticatoria, di permettere una fonetica adeguata e di restituire una buona estetica nel caso di perdita completa di denti su una o su entrambe le arcate dentarie. Viene costruita in collaborazione tra il medico-dentista e l’odontotecnico. Deve essere inoltre eseguita con materiali che la rendano non dannosa per la salute orale, considerato il tempo che la stessa viene usufruita e sufficientemente solida.

E’ opportuno istruire il paziente sulla necessità che la protesi venga accuratamente pulita e igienizzata per il proprio benessere. Infatti frequenti sono nei pazienti portatori di protesi mobili le infezioni da candida, spesso misconosciute, ma che il dentista sa riconoscere e curare.

E’ opportuno che annualmente la protesi venga ribasata per compensare il riassorbimento della cresta ossea, che è fisiologico nei pazienti che hanno perso i denti.

Attualmente viene dato un utilissimo ausilio ai pazienti portatori di protesi mobili attraverso l’inserimento di impianti endoossei. L’utilizzo di solamente due impianti (con opportuni impianti) permette di stabilizzare la protesi mobile con indubbi vantaggi per le funzioni masticatoria e fonetica, per l’estetica e per il comfort del paziente.

Impianti

L’implantologia dentale è una tecnica chirurgica, relativamente recente, con la quale è possibile riabilitare un’arcata dentaria che sia rimasta, parzialmente o totalmente, priva di denti, infatti possono sostituire uno (impianto singolo) o più denti (impianti multipli). L’evoluzione tecnologica ha permesso di costruire impianti in un materiale che è ben tollerato e privo di rischi: il titanio. Il materiale è il medesimo che viene utilizzato per le protesi d’anca o del ginocchio. Anche la tecnica chirurgica è ben codificata e se vengono rispettate le norme di sicurezza, insieme all’esperienza del chirurgo, non ci sono rischi.

Per ottenere un buon risultato è utile che gli impianti siano di origine certificata, che ci sia sufficiente rapporto osseo e che il chirurgo abbia una buona esperienza.

Indispensabile per lo studio preliminare del caso è l’utilizzo di un esame radiologico (TAC) che permetta di visualizzare le strutture anatomiche da rispettare.

Il paziente deve essere istruito su un’accurata igiene orale domiciliare, perchè la perdita degli impianti (circa il 5% del totale) è dovuta, se precoce, a mancata integrazione dell’impianto nell’osso; se invece è differita, è dovuta a perimplantite, cioè ad infezione batterica attorno all’impianto.

Per l’implantologia ci sono anche delle controindicazioni, come il diabete, i trattamenti con terapie radianti e chemioterapiche.

 

 

Implantologia orale osteointegrata

La moderna implantologia ha origine negli anni’ 70-’80 con l’introduzione degli impianti in titanio, materiale
con il quale sono costruiti gli impianti attualmente in commercio. Ugualmente in titanio vengono costruite anche le protesi ortopediche: per esempio la protesi dell’anca e del ginocchio…

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